Studiare l’Albero Genealogico: a chi serve?

Studiare l’Albero Genealogico serve a chi cerca di trovare la propria identità. A chi vuole verificare se la missione che sta vivendo nel mondo è in sintonia con quella della sua anima. A chi vuole vivere questo tempo di prova con un atteggiamento sano e non restare schiacciato.

Prova a chiederti com’è il tuo atteggiamento nei confronti della vita e di ciò che ti accade anche oggi. Vedi il bicchiere mezzo pieno o parli sempre di quello mezzo vuoto?

Lo studio dell’Albero Genealogico guarda al passato per aprire al futuro, un futuro diverso. È un viaggio della coscienza verso la comprensione del tesoro che può cambiare il tuo presente. È un dono che fai a te stesso e ai tuoi familiari. Che tu ci creda o no, è un dono che fai alla società intera perché spezzi le catene della visione catastrofica della vita e ti apri alla visione concreta riempiendola dell’energia della rinascita.

Molti hanno superato le guerre, terribili catastrofi, ma tutti con la stessa dignità?

Comprendiamo chi resta agganciato al dolore, ma ammiriamo e stimiamo chi ne esce con il cuore libero e aperto al futuro. Chi ne ha tratto insegnamento e ha trasformato un dolore in risorsa per gli altri.

Onorare la vita vuol dire lasciare andare.

Restare agganciati al dolore del momento di sofferenza è più facile di quanto si pensi. Il nostro pensiero va sempre lì, il nostro mondo emotivo si attiva solo lì, ci sembra di tradire noi stessi e le persone che amiamo se osiamo sganciare quel ricordo. Eppure, è esattamente il contrario. La vita ha alti e bassi, gioie e dolori: onoro la vita se vivo imparo e lascio andare. Onoro chi soffre se sto vicino e resto me stesso donando il mio tempo.

È un momento di dolore e di lutto, chi può negarlo? Puoi essere più o meno fortunato, condividere o meno le scelte politiche, ma è l’umanità stessa che è malata e in lutto.

Un lutto che apre il mondo affettivo ai nostri lutti precedenti, al senso di perdita e di abbandono, alle ferite nostre e del nostro sistema familiare. Se il tuo cuore non ha sganciato tutto questo ti troverai a remare contro corrente per non essere travolto dalla rapida che ti aspetta per travolgerti.

Se vuoi amare la vita lasciati andare alla corrente dell’amore. Amore pulito, onesto, quello che guarda gli eventi e sa che passeranno. Amore fiducioso che sa che dopo la tempesta c’è sempre un arcobaleno: prepara il tuo cuore a saperlo vedere.

Nelle Radici c’è la tua forza

Nelle tue Radici c’è una grande forza altrimenti tu non ci saresti oggi, l’Albero si sarebbe seccato prima. Nelle tue radici trovi il tesoro prezioso delle potenzialità a cui puoi attingere. Trovi le ombre e le luci della tua vita. Gli eroi e i vigliacchi, i romantici e i crudeli. Ogni Albero è una storia sacra che va onorata, ascoltata, narrata perché riprenda la sua luce e brilli per ciò che vuole davvero tramandarti.

Se ti senti debole e avvilito è possibile che tu non abbia trovato ancora il tesoro nascosto nel cuore del tuo Albero, cosa aspetti?

Insegno da tanti anni, ma questo tema è quello che più mi appassiona e mai come oggi credo che sia davvero fondamentale saperne cogliere il valore.

Il domani sarà costruito da chi vuole speculare sul dolore, da chi vuole vendicarsi di quanto ha sofferto o da chi ha imparato cosa vuole dire soffrire e desidera costruire una società diversa e più sana? La scelta spetta a me, a te, non possiamo scegliere per gli altri, solo per noi stessi. Possiamo far brillare la verità della nostra scelta come gemma preziosa che possa attirare e incoraggiare, il resto non spetta a noi.

Studiare l’Albero Genealogico: esperienza personale

Mio nonno materno fece un grosso errore che pagò duramente con il carcere. Storia tenuta nascosta a tutti, narrata solo dopo la sua morte. Quando l’ho saputo ho capito chi fosse davvero: un uomo incredibilmente buono. Percepivo il suo enorme dolore, il suo cuore ferito ancora sanguinante, il suo senso di colpa travolgente, tanto da far ammalare il suo cuore che cedeva in continuazione.

Eppure, era un sognatore. Devo a lui l’amore per le fiabe. Passavamo ore, dopo il pranzo della domenica, ad ascoltare le storie dei suoi “topini”. Era un momento magico, noi e la sua fantasia, il suo desiderio di guardare oltre e sognare avventure straordinarie.

Ci raccontava anche di quando i “topini” erano cacciati da tutti, vivevano di poveri scarti, alle volte costretti al digiuno, ma la storia poi riprendeva con coraggio e determinazione.Mio nonno

Non ricordo se quando morì avevo già iniziato il mio volontariato in carcere, ma di sicuro non avevo mai collegato le cose. Dopo alcuni anni, scelsi di accettare una cattedra d’insegnamento proprio lì, per continuare l’esperienza. Una persona mi chiese perché, da dove mi veniva quest’amore per una realtà così difficile. Ho sentito la risposta salire dal profondo del cuore, una risposta che ha illuminato la mia mente: per comprendere il dolore di chi ha sbagliato ed è consapevole delle sue responsabilità. In fondo mi ha sempre affascinato lo studio sulla coscienza.

Personalizzare il dono ricevuto per onorare chi lo ha donato

Studiando il mio Albero Genealogico ho così scoperto che inconsapevolmente avevo trovato il modo per rendere onore alla vita di mio nonno, al grande tesoro che mi ha trasmesso, al di là dei suoi scheletri nell’armadio. Mi sono ricordata dei suoi immensi occhi celesti e di come mi aveva raccontato che nei momenti di più grande sconforto, la Provvidenza non lo aveva mai lasciato solo, facendolo sentire comunque amato.

L’insegnamento in carcere mi ha confermato la realtà della vera prigionia e di quanto conta l’atteggiamento con cui viviamo. C’è chi incolpa sempre gli altri, la società, la giustizia, l’ambiente in cui è vissuto, si nutre di rancore e risentimento e vive la costrizione come un’umiliazione inutile e aspetta solo di uscire. C’è chi si assume la propria responsabilità, comprende il proprio errore e non sfugge al dolore e alla sofferenza che ne deriva per sé stesso e per chi gli è vicino. I primi spesso tornano, i secondi, una volta usciti si rialzano e non tornano:  rinascono. I primi vivono da vittime, i secondi da protagonisti.

PrigionieriAccogliere l’umiliazione della sconfitta è la vera forza ed è questo lo sguardo con cui puoi osservare la storia del tuo sistema familiare. Chi sceglie di diventare “pecora nera” di un sistema obbedisce sempre ad una logica inconscia.

Noi siamo frutto delle esperienze dei nostri avi, possiamo scegliere di viverlo consapevolmente evolvendo, o inconsapevolmente re-agendo in automatico. La scelta è solo nostra.

Per l’individuo, maggiore Coscienza significa sempre maggiore libertà. Più si diventa coscienti, consapevoli, più si accetta di non definirsi in modo limitato, anzi, si arriva all’unità con il mondo intero smettendo di identificarsi unicamente con il clan[1]

Studiare l’Albero Genealogico è un’opportunità, scegli tu i tempi e i modi ascoltando il tuo cuore.

Buona vita

Brunella

[1] A. Jodorowsky, M. Costa, Metagenealogia, La famiglia, un tesoro e un tranello, ed Universale Economica Feltrinelli, 2018, p. 123

 

 

Link di approfondimento sul tema:

Rispondi

Iscrizione alla
Newsletters

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: